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I percorsi tematici della sede di Milano per l'anno 2017-2018

Il laboratorio consente una scelta tra numerosi percorsi tematici diversi, con differenti proposte di approfondimento, adeguate al livello scolastico delle classi coinvolte, dalle scuole primarie alle scuole secondarie di secondo grado.       

Le piste di ricerca spaziano dal tardo Medioevo alla fine del Novecento e sono riconducibili ai seguenti grandi nuclei tematici interdisciplinari:

Il patrimonio culturale attraverso tipologie diverse di fonti e di scritture

  • "Il tesoro dei poveri": un mondo da scoprire in archivio

    Un viaggio alla scoperta del mondo degli archivi per comprendere l’importanza fondamentale, per la società civile, della conservazione della memoria storica.
    La valorizzazione delle molteplici tipologie di fonti che costituiscono il patrimonio di un ente quale l’attuale erede degli antichi Luoghi pii elemosinieri, pur essendo alla base di tutti i percorsi proposti dall’Officina dello storico, non emerge mai come protagonista. Per questo motivo, si è scelto di offrire la possibilità agli insegnati e agli studenti di svolgere una riflessione più analitica sulla ricchezza di approfondimenti che è possibile compiere considerando il patrimonio conservato dall’ASP Golgi-Redaelli, nel suo complesso, con gli occhi di un archivista esperto. [...]

  • Scrivere nel tempo. Un itinerario nella storia della scrittura dal Medioevo ai giorni nostri

    Un itinerario nella storia della scrittura dal medioevo ai giorni nostri.
    Il percorso è incentrato sullo studio dell’evoluzione della scrittura. Gli studenti saranno invitati alla lettura e all’analisi di diverse tipologie di documenti manoscritti, prodotti da soggetti differenti e che coprono un arco cronologico che va dalla seconda metà del 1200 al 1900. [...]

  • "Sono con queste due righe mal scritte a salutare Vostra Signoria": la scrittura epistolare nelle carte d'archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri

    Alla luce dell'esperienza maturata in questi ultimi anni con il percorso metodologico Scrivere nel tempo si è pensato di proporre una "variazione sul tema", che vuol essere un approfondimento su una tipologia documentaria specifica, vale a dire quella dell'epistola.

Itinerari inediti nella storia di Milano

  • Andar per Porte. Un itinerario milanese tra Medioevo ed Età moderna

    Il percorso ci conduce ad una visita insieme virtuale e reale di Milano tra Medioevo ed Età moderna, guidando i nostri passi tra le sedi degli antichi luoghi pii, le porte della città e il Castello Sforzesco l’attuale collocazione di una scultura che ha lasciato Milano per la campagna per poi farvi ritorno
    Al centro del percorso è la bellissima scultura trecentesca della Madonna col Bambino, che fa parte del patrimonio artistico dell’ASP Golgi-Redaelli, ed è attualmente conservata nelle sale del Museo d’Arte Antica delle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Conosciuta anche come Madonna di Riozzo, [...]

Luoghi dell'accoglienza e modelli di inclusione sociale a Milano dall'Unità nazionale ad oggi

  • Non solo uomini! Rosa Storti, una visitatrice nei Ricoveri notturni

    “È necessario mutare la forma antiquata della carità che soccorre il bisognoso quando questo ha raggiunto il massimo della miseria, e convertirla in assistenza che prevenga il cadere dell’uomo in quella condizione che gli toglie qualsiasi energia e facoltà di reazione e lo conduce a diventare per la società, oltre che di un bisognoso, un debole di fronte alla morbilità, una specie di cronico morale che darà vita a degenerati, ai quali la società dovrà ancora provvedere” Ersilia Majno

  • La difesa dei diritti delle lavoratrici agli inizi del Novecento: l’attività dell’Ufficio di collocamento per il personale femminile di servizio

    Il 1° giugno 1905, vede la luce l’Ufficio di collocamento per il personale femminile di servizio, nato da una proposta della Società Umanitaria, attraverso la costituzione di un consorzio fra l’Umanitaria e l’Unione Femminile Nazionale, con lo scopo di dare assistenza alle donne di età compresa tra i quattordici e i cinquantacinque anni arrivate in città per cercare lavoro come domestiche.

  • Una cartolina da Vienna. Milano in aiuto dei bambini viennesi dopo la prima Guerra Mondiale

    La cartolina a cui allude il titolo è una delle tante che il direttore dell’Istituto Derelitti riceve dai piccoli ospiti viennesi che sono stati accolti per qualche tempo nell’istituto durante i primi mesi del 1920. Non si tratta però di uno scambio culturale, simile a quelli che gli studenti sperimentano oggi con grande successo. In questo caso è il Comune di Milano a promuovere una iniziativa di fraternità umana, solidarietà concreta e conforto a bambini viennesi sfiniti dalle privazioni della guerra da poco conclusa, accogliendoli per qualche tempo in Italia, fornendo cibo, cure mediche e istruzione.

  • La Casa degli Emigranti. Un modello di assistenza per i viandanti della disperazione

    La Grande Milano di fine '800 era attraversata da un flusso costante di emigranti temporanei, che dalla campagna si trasferivano in città per lavoro: una massa di migliaia di individui che spesso finivano per bivaccare intorno alla stazione centrale, con tutti i disagi del caso. La Società Umanitaria pose fine a questo stato di cose decidendo di realizzare un padiglione di assistenza chiamato "casa degli emigranti".

  • Una casa per tutti. I Quartieri operai dell'Umanitaria anticipatori dell'housing sociale

    Tre le iniziative più importanti della storia della Società Umanitaria figura sicuramente la costruzione del quartiere operaio di via Solari, progettato da Giovanni Broglio: un intervento a favore delle classi più umili, solitamente in balìa di speculatori e truffatori. Dopo attente disamine e valutazioni da parte del Consiglio Direttivo dell'Ente milanese riguardo una situazione abitativa cittadina a dir poco irregolare (alto affollamento, scarse metrature, assenza di norme igieniche), si decise di intervenire in due zone periferiche: nel 1905-06 nella zona Macello, nel 1908-09 in quella della Rottole (viale Lombardia).

Cultura sociale e attività assistenziali a Milano tra XIX e XX secolo

  • Vite di minorenni disagiati a Milano tra Otto e Novecento attraverso l’archivio dell’Istituto Derelitti. Storie di assistenza, educazione, emigrazione

    La storia dell’Istituto Derelitti, fondato a metà dell’Ottocento per assistere i minori privi di genitori o con famiglie in condizioni di grave disagio e attivo fino agli anni '60 - naturalmente con profonde trasformazioni e adattamenti alla situazione sociale e all'evoluzione della pratica educativa - racconta le vicende di ragazzi in difficoltà attraverso la loro vita all’interno dell’istituto, l'istruzione, l’avviamento al lavoro, le singolari vicende personali di alcuni ospiti. In evidenza quest'anno la storia di Alfonso e della madre, emigrata a Buenos Aires, che cerca disperatamente il figlio rimasto a Milano.

La memoria del territorio attraverso la documentazione d’archivio

  • Raccontare con simboli, colori e toponimi: il linguaggio delle mappe per leggere il territorio

    La gestione dei numerosi poderi sparsi nel territorio, amministrati dai Luoghi pii elemosinieri, ha prodotto nel corso dei secoli una documentazione particolarmente ricca, preziosa soprattutto per far luce, oltre che sulle strategie immobiliari degli antichi enti assistenziali, anche sulle consuetudini agricole, sulle scelte legate alle colture praticate, sulle modalità di sfruttamento della fitta rete irrigua, e in definitiva sull'organizzazione stessa del paesaggio agrario del passato.

  • Acque per i campi e acque per i panni. Tracce dell'antico mestiere dei lavandai tra Porta Venezia e Lambrate

    Il percorso prende spunto dalle trasformazioni - paesaggistiche, urbane e sociali - che negli ultimi secoli hanno ridisegnato il territorio milanese situato un tempo oltre le mura spagnole, nella fascia di cerniera tra città e campagna corrispondente fino al 1873 ai Corpi Santi di Milano, concentrando in particolare l'attenzione sulla zona Nord-Est.
    Le carte d'archivio qui selezionate riguardano le vicende del podere detto delle Cascine Doppie, situato nei Corpi Santi di Porta Orientale (oggi Porta Venezia), compreso grosso tra Loreto e Lambrate.

  • Le trasformazioni del territorio: il Podere Ponte dell’Archetto a Villapizzone, nella periferia nord-ovest di Milano

    Dedicato alle vicende di un podere originariamente situato nella campagna nord-occidentale di Milano, e oggi del tutto inglobato dall’espansione urbana degli ultimi decenni, il laboratorio propone un percorso di ricerca che consente di ricostruire i momenti più significativi dell’espansione urbana e delle trasformazioni della città e del suo contesto a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento.
    La lettura della documentazione storica relativa al patrimonio immobiliare può trovare qui interessanti riscontri nel confronto con la situazione attuale dei luoghi indagati, accessibili alle classi nel corso di eventuali visite organizzate dagli insegnanti.

  • Storie di cascina. Il podere Cantalupo e l'evoluzione del paesaggio agrario nelle carte d'archivio

    Il caso del podere Cantalupo, tuttora di proprietà dell’ASP Golgi-Redaelli, offre lo spunto per mettere a fuoco alcuni aspetti del mondo rurale e del paesaggio agrario della bassa pianura milanese, seguendone lo sviluppo fino ai giorni nostri.
    La documentazione conservata interessa un periodo piuttosto ampio, dal XVII secolo in poi: il confronto tra i diversi modi di coltivare i terreni agricoli, consente di riflettere sulle differenti modalità di sfruttamento del territorio e sugli effetti di queste strategie sull’assetto e sulla percezione del paesaggio.

La storia per biografie. Cittadine, briganti e scienziati nella storia milanese e lombarda

  • La storia di Faustina Foglieni Brocca: costruzione di un patrimonio femminile nella seconda metà dell’Ottocento

    Quali sono le possibilità per una donna del XIX secolo di agire autonomamente al di fuori delle reti familiari, oltre ai ruoli abituali di figlia, moglie, madre? Il laboratorio cerca di evidenziare, attraverso l’analisi delle carte una benefattrice, come e in quale misura le espressioni di soggettività e di identità individuale femminile si dispiegano e si evolvono nella società urbana nel corso dell’Ottocento.
    Faustina Foglieni Brocca, importante benefattrice dei Luoghi Pii Elemosinieri, è figura emblematica per la storia di genere nella piena età ottocentesca milanese, a dispetto degli stereotipi attraverso i quali si è soliti definire la presenza femminile nella società moderna. [...]

  • Le origini di un premio Nobel: Camillo Golgi direttore medico della Pia Casa di Abbiategrasso

    La grande scoperta di Camillo Golgi, quella che gli valse il Premio Nobel nel 1906, si nutrì del lavoro che lo scienziato poté compiere negli anni della sua formazione, precedenti la docenza presso l’Ateneo pavese.
    Tappa assai significativa del suo percorso scientifico furono quindi gli anni in cui Golgi fu direttore medico presso la Pia Casa di Abbiategrasso. Proprio qui infatti, nonostante la limitatezza dei mezzi a sua disposizione, riuscì a compiere esperimenti e studi che lo portarono ad ottenere la famosa “reazione nera”. La documentazione proposta per la ricostruzione della biografia di Golgi proviene quindi dall’Archivio della Pia Casa di Abbiategrasso, [...]

  • Le peripezie del brigante Gasparone (1793-1882)

    Si era nei primi decenni del XIX secolo allorché il giovane pastore Antonio Gasparoni, originario del piccolo borgo di Sonnino in Ciociarìa, assurse agli onori della cronaca diventando il brigante più celebre dello Stato della Chiesa, noto appunto come “il brigante Gasparone”. Delle sue discutibili gesta ebbero a scrivere con profitto scrittori di grande vaglia, a lui contemporanei, quali Stendhal e Dumas, che contribuirono in maniera determinante a formarne ed alimentarne la leggenda. [...]

 

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