
Un percorso che consente, oltre allo studio del territorio e delle modalità di sfruttamento da parte dell’uomo, un confronto con la durezza della vita contadina agli inizi del secolo scorso. Non solo quindi la possibilità di studiare mappe, terreni e colture ma anche di ricostruirne le proprietà e le modalità di gestione. E ancora di più di immaginare i visi segnati dalla fame e dalle malattie (è il periodo della pellagra endemica) e le mani callose che impugnano zappe e forche, ma sanno a mala pena tenere la penna in mano. Ma è anche l’inizio di un cambiamento : la nascita delle prime società dei contadini ad opera di sacerdoti sensibili alla questione sociale.
La vicenda
L’ apparentemente noioso rinnovo di un contratto agrario lascia trapelare tra le righe di modalità fredde e pragmatiche un qualcosa di nuovo che si affaccia nella realtà lavorativa di inizio Novecento. Non sarà più il solito grande conduttore affittuario che di fatto si disinteressava dei miglioramenti dei campi e della vita dei contadini a vedersi rinnovare l’affitto. Questa volta la sua richiesta alla grande proprietaria terriera di Comun Nuovo, la MIA, trova un concorrente, il parroco del paese che con calligrafia ordinata fa la sua controproposta da parte della nascente società dei probi contadini. Dice con semplicità che spesso “il padrone” è negligente, che il mugnaio forse ruba ed “difficilmente si troveranno poveri più poveri di questo comune”.
L’argomento
La pianta regolare di Comun Nuovo rivela una progettazione a tavolino, quando nel 1253 fu fondato dal comune di Bergamo con il duplice obbiettivo di fornire cibo e difesa alla città poco lontana. Ancora oggi i campi si estendono paralleli attraversati dall’asse viario nord-sud e dalla roggia principale con al centro il paese fortificato di cui rimangono alcune tracce. L’acquisizione da parte della MIA fu il risultato di donazioni di fondi, ma soprattutto del programma di razionalizzazione della MIA di concentrare i propri possedimenti in modo da facilitare la gestione e l’amministrazione.
Fonti usate
Documenti cartacei di tipologia varia provenienti dai fondi archivistici prodotti dagli uffici della MIA incaricati di amministrare i beni fondiari.
In particolare mappe di periodi diversi utilizzabili quindi per capire l’evoluzione nel tempo del territorio; lettere relative a controversie; contratto d’affitto con ampie relazioni descrittive sullo stato dei fondi agricoli con tanto di toponomastica, delle colture, delle acque e degli edifici; atto costitutivo relativo alla Società dei probi contadini di Comunuovo.
Abilità e competenze
Possibilità di approfondimento
Consigliato per
E’ un percorso adatto a tutte le classi di ogni ordine e grado. La documentazione favorisce un approccio sia scritto che cartografico sulla variazioni nel tempo di una precisa porzione di territorio bergamasco (Comun Nuovo). Il tema delle condizioni di vita dei contadini ben si adatta ad approfondimenti ed elaborazioni da valutare in base alle esigenze degli studenti.
Referenti del percorso
Cesare Fenili, Fiorenza Cerati
Referente per la progettazione curricolare
L’équipe de L’Officina dello storico di Bergamo
Links:
[1] https://www.officinadellostorico.it/anno-scolastico/20082009
[2] https://www.officinadellostorico.it/area-tematica-bg/la-memoria-del-paesaggio-e-le-trasformazioni-del-territorio-tra-i-secoli-xvii-xx