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Ci provo anch’io! Oggi come ieri arte da difendere e diffondere. La memoria della Grande Guerra nei provvedimenti a difesa del patrimonio bergamasco.

Argomento  

Il contenuto di questo percorso tratta di un aspetto del tutto particolare e poco indagato della Grande Guerra, di cui si ricordano proprio dal prossimo anno i cento anni dalla partecipazione dell’Italia. Fu un periodo, come si legge in tutti i manuali di storia, di grande mobilitazione di uomini e di risorse economiche, e soprattutto, come ci rimandano per la prima volta le numerose immagini fotografiche e i primissimi filmati, furono anni in cui dopo un periodo di illusioni (la cosiddetta Belle   Époque) riapparve tragicamente la devastazione della guerra.

L’aspetto che emerge da questi documenti è l’incredibile opera di messa in sicurezza dello sterminato patrimonio storico-artistico italiano, soprattutto in quelle aree più direttamente coinvolte dalla guerra o di cui, soprattutto dopo Caporetto, si temeva il coinvolgimento.

Se si pensa solo alla nostra regione, la Lombardia, e a tutte le sue città d’arte, agli edifici e ai monumenti che essa conta nonché alle gallerie e musei pubblici e privati senza dimenticare le singole opere d’interesse storico-artistico disseminate qua e là (dalle chiesette di montagna alle parrocchie di paese) non si può che rimanere impressionati nell’immaginare l’incredibile lavoro di individuazione, catalogazione ed organizzazione che venne fatto per salvaguardare lo smisurato patrimonio artistico italiano.

Fonti usate

Da un fascicolo dell’archivio MIA, attualmente trasferito nell’Archivio di Stato, sono stati selezionati  n.11 documenti cartacei per lo più lettere, comunicazioni, ricevute riguardanti la messa in sicurezza delle opere artistiche della Basilica di Santa Maria Maggiore e del Museo donizettiano. Sono state allegate nella cartella “immagini” due gruppi di fotografie d’ epoca: il primo riguardante opere d’arte della città e provincia di Bergamo, il secondo fotografie esemplificative dell’immane sforzo di protezione e trasporto realizzato in altre località. Le foto sono tratte da alcuni numeri del Bollettino d’arte, organo mensile d'informazione del patrimonio artistico nazionale. Nate con l’ambiguità dell’intento propagandistico rimangono comunque come testimonianza documentaria fondamentale dell’opera di salvaguardia del patrimonio storico-artistico. 

Proposte di laboratorio

I documenti cartacei selezionati si riferiscono alla messa in sicurezza delle opere d’arte all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore e del Museo donizettiano di appartenenza della MIA, ma si possono trarre anche riferimenti e considerazioni di carattere nazionale.

Attraverso la lettura di essi si possono ricavare dati riguardanti opere della MIA:

- quali opere d’interesse storico-artistico

- quali modalità di messa in sicurezza in rapporto alle fasi della guerra

- i tempi della realizzazione da prima a dopo la guerra

- i soggetti coinvolti in tale operazione

Le fotografie rendono più efficace la comprensione dell’immenso lavoro che è stato fatto per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico a livello locale ma con esempi anche in altre località del nord Italia.

Si può riflettere su chi e cosa la guerra uccida, gli uomini ma altresì ciò che l’umanità ha costruito. E spesso vittima è anche la natura.

Alcuni documenti vengono analizzati nel laboratorio presso la Fondazione MIA, ma il lavoro va continuato in classe per consolidare le modalità di analisi di un documento storico e per rielaborare il contenuto in “prodotti” attuali.

Se non si ha troppo tempo da dedicare al laboratorio si può- per esempio- scrivere un  testo da inserire nel libro di storia, o un articolo di giornale (cronaca o rievocazione) supportato magari da immagini. E’ un’attività che non si discosta dai programmi scolastici tradizionalmente intesi e può essere conclusa in 4-5 ore.

Se invece si vuole attualizzare la problematica della salvaguardia,     

- dopo aver interrogato i documenti al fine di comprendere i vari aspetti del contenuto                                                                                         

- dopo aver stimolato l’interesse e la motivazione degli studenti,

si può cercare di individuare nel proprio quartiere o paese una o più opere storico-artistiche da tutelare (il lavoro può essere individuale o di gruppo). L’attività, che consiste nel raccogliere informazioni e immagini e preparare una scheda descrittiva dell’opera, può essere svolta in collaborazione con arte e può essere conclusa in 6-7 ore.  

Avendo più tempo a destinazione si potrebbe condurre un’indagine territoriale se pur circoscritta (una via, una piazza,…) per eseguire la mappatura di opere storico-artistiche da salvaguardare in caso di pericolo (il lavoro può essere individuale o di gruppo).

Temi di approfondimento culturale e didattico

  • studio del periodo storico e dei principali avvenimenti
  • studio della legislazione sulla tutela del patrimonio artistico
  • studio del patrimonio artistico bergamasco

Abilità e competenze

  • capacità di lettura di documenti scritti a mano o dattiloscritti di tipologia diversa
  • capacità di lettura di immagini e riflessione sul loro valore come fonte storica
  • capacità di contestualizzazione storica

Consigliato per

Se adattato al livello degli studenti i documenti scritti e soprattutto le fotografie possono essere utilizzati per un laboratorio coinvolgente da tutti gli ordini e gradi scolastici.

Referente del percorso

Fiorenza Cerati

Referente per la progettazione curricolare

L’équipe de L’Officina dello storico di Bergamo

 

Anno scolastico: 

 

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