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I percorsi tematici della sede di Milano per l'anno 2019-2020

Il laboratorio consente una scelta tra numerosi percorsi tematici diversi, con differenti proposte di approfondimento, adeguate al livello scolastico delle classi coinvolte, dalle scuole primarie alle scuole secondarie di secondo grado.       

Le piste di ricerca spaziano dal tardo Medioevo alla fine del Novecento e sono riconducibili ai seguenti grandi nuclei tematici interdisciplinari:

Il patrimonio culturale attraverso tipologie diverse di fonti e di scritture

Itinerari inediti nella storia di Milano

  • Andar per Porte. Un itinerario milanese tra Medioevo ed Età moderna

    Il percorso ci conduce ad una visita insieme virtuale e reale di Milano tra Medioevo ed Età moderna, guidando i nostri passi tra le sedi degli antichi luoghi pii, le porte della città e il Castello Sforzesco l’attuale collocazione di una scultura che ha lasciato Milano per la campagna per poi farvi ritorno
    Al centro del percorso è la bellissima scultura trecentesca della Madonna col Bambino, che fa parte del patrimonio artistico dell’ASP Golgi-Redaelli, ed è attualmente conservata nelle sale del Museo d’Arte Antica delle Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano. Conosciuta anche come Madonna di Riozzo, [...]

Luoghi dell'accoglienza e modelli di inclusione sociale a Milano dall'Unità nazionale ad oggi

  • "Voéurem 50 ghei al dì!" Le piscinine dallo sciopero del 1902 alla società di mutuo soccorso La Fraterna istituita dall’Unione femminile nazionale

    La mattina del 23 giugno 1902 la città di Milano fu risvegliata da uno spettacolo molto particolare. Era un giovedì, e le pagine del Corriere della sera del giorno successivo riportavano una notizia sorprendente: «La notizia, che si dava quasi come uno scherzo, è la cosa più seria del mondo: lo sciopero delle piscinine che, per chi lo ignora, sono quelle ragazzine che imparano il mestiere della sarta, della modista, della lavorante in biancheria e della stiratrice».

  • La Casa degli Emigranti. Un modello di assistenza per i viandanti della disperazione

    La Grande Milano di fine '800 era attraversata da un flusso costante di emigranti temporanei, che dalla campagna si trasferivano in città per lavoro: una massa di migliaia di individui che spesso finivano per bivaccare intorno alla stazione centrale, con tutti i disagi del caso. La Società Umanitaria pose fine a questo stato di cose decidendo di realizzare un padiglione di assistenza chiamato "casa degli emigranti".

  • Una cartolina da Vienna. Milano in aiuto dei bambini viennesi dopo la prima Guerra Mondiale

    La cartolina a cui allude il titolo è una delle tante che il direttore dell’Istituto Derelitti riceve dai piccoli ospiti viennesi che sono stati accolti per qualche tempo nell’istituto durante i primi mesi del 1920. Non si tratta però di uno scambio culturale, simile a quelli che gli studenti sperimentano oggi con grande successo. In questo caso è il Comune di Milano a promuovere una iniziativa di fraternità umana, solidarietà concreta e conforto a bambini viennesi sfiniti dalle privazioni della guerra da poco conclusa, accogliendoli per qualche tempo in Italia, fornendo cibo, cure mediche e istruzione.

Cultura sociale e attività assistenziali a Milano tra XIX e XX secolo

  • Storie dall'archivio dell'Istituto Derelitti: Alfonso che a otto anni scoprì l'America

    La storia dell’Istituto Derelitti, fondato a metà dell’Ottocento per assistere i minori privi di genitori o con famiglie in condizioni di grave disagio e attivo fino agli anni '60 - naturalmente con profonde trasformazioni e adattamenti alla situazione sociale e all'evoluzione della pratica educativa - racconta le vicende di ragazzi in difficoltà attraverso la loro vita all’interno dell’istituto, l'istruzione, l’avviamento al lavoro, le singolari vicende personali di alcuni ospiti. In evidenza quest'anno la storia di Alfonso e della madre, emigrata a Buenos Aires, che cerca disperatamente il figlio rimasto a Milano.

  • La dura storia di un “muso nero”. Mutuo soccorso e sindacato attraverso la vita di Cesare Pozzo, macchinista ferroviario (1853-1898)

    A partire dallo studio di un personaggio emblematico della seconda metà dell’Ottocento, il percorso consente di ricostruire scenari storici generali e di approfondire numerosi e vari aspetti della storia italiana del periodo, affrontando temi quali la solidarietà fra lavoratori nel momento del bisogno per mezzo del mutuo soccorso, le durissime condizioni di lavoro, lo sviluppo della rete ferroviaria, la formazione delle prime forme di organizzazione sindacale, la nascita del partito socialista.

La memoria del territorio attraverso la documentazione d’archivio

  • Raccontare con simboli, colori e toponimi: il linguaggio delle mappe per leggere il territorio

    La gestione dei numerosi poderi sparsi nel territorio, amministrati dai Luoghi pii elemosinieri, ha prodotto nel corso dei secoli una documentazione particolarmente ricca, preziosa soprattutto per far luce, oltre che sulle strategie immobiliari degli antichi enti assistenziali, anche sulle consuetudini agricole, sulle scelte legate alle colture praticate, sulle modalità di sfruttamento della fitta rete irrigua, e in definitiva sull'organizzazione stessa del paesaggio agrario del passato.

  • Acque per i campi e acque per i panni. Tracce dell'antico mestiere dei lavandai tra Porta Venezia e Lambrate

    Il percorso prende spunto dalle trasformazioni - paesaggistiche, urbane e sociali - che negli ultimi secoli hanno ridisegnato il territorio milanese situato un tempo oltre le mura spagnole, nella fascia di cerniera tra città e campagna corrispondente fino al 1873 ai Corpi Santi di Milano, concentrando in particolare l'attenzione sulla zona Nord-Est.
    Le carte d'archivio qui selezionate riguardano le vicende del podere detto delle Cascine Doppie, situato nei Corpi Santi di Porta Orientale (oggi Porta Venezia), compreso grosso tra Loreto e Lambrate.

  • Storie di cascina. Il podere Cantalupo e l'evoluzione del paesaggio agrario nelle carte d'archivio

    Il caso del podere Cantalupo, tuttora di proprietà dell’ASP Golgi-Redaelli, offre lo spunto per mettere a fuoco alcuni aspetti del mondo rurale e del paesaggio agrario della bassa pianura milanese, seguendone lo sviluppo fino ai giorni nostri.
    La documentazione conservata interessa un periodo piuttosto ampio, dal XVII secolo in poi: il confronto tra i diversi modi di coltivare i terreni agricoli, consente di riflettere sulle differenti modalità di sfruttamento del territorio e sugli effetti di queste strategie sull’assetto e sulla percezione del paesaggio.

 

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