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Le origini di un premio Nobel: Camillo Golgi direttore medico della Pia Casa di Abbiategrasso

La grande scoperta di Camillo Golgi, quella che gli valse il Premio Nobel nel 1906, si nutrì del lavoro che lo scienziato poté compiere negli anni della sua formazione, precedenti la docenza presso l’Ateneo pavese.
Tappa assai significativa del suo percorso scientifico furono quindi gli anni in cui Golgi fu direttore medico presso la Pia Casa di Abbiategrasso. Proprio qui infatti, nonostante la limitatezza dei mezzi a sua disposizione, riuscì a compiere esperimenti e studi che lo portarono ad ottenere la famosa “reazione nera”.
La documentazione proposta per la ricostruzione della biografia di Golgi proviene quindi dall’Archivio della Pia Casa di Abbiategrasso, l’attuale “Istituto geriatrico Camillo Golgi” ancora oggi amministrato dall’ASP Golgi-Redaelli, e offre l’opportunità di illuminare un periodo della vita del Premio Nobel, meno noto ma importantissimo per comprendere gli sviluppi successivi della sua carriera scientifica.

Golgi ordina la vetreria, 1872, ALPE, Archivio della Pia casa degli incurabili di Abbiategrasso, b. 19,2

argomento
Camillo Golgi nacque nel 1843 a Còrteno, paesino della  Valcamonica in provincia di Brescia. Figlio del medico condotto del paese, seguendo le orme del padre, intraprese gli studi di medicina e conseguì la laurea presso l’Università di Pavia nel 1865.Si dedicò molto presto allo studio delle malattie mentali e del sistema nervoso, collaborando con Cesare Lombroso nella sua Clinica di Pavia, tra il 1867 e il 1868. Successivamente fu impegnato per alcuni anni presso la Clinica chirurgica e il Laboratorio di patologia sperimentale diretto quest’ultimo da Paolo Mantegazza prima, e da Giulio Bizzozzero poi.Nel 1872, per ragioni economiche, partecipò al concorso per il posto di primario ospedaliero residente della Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso: lo vinse e abbandonò di conseguenza il lavoro di ricerca nel Laboratorio di Pavia.Nella cucina dell'appartamento che gli era stato assegnato ad Abbiategrasso, Golgi riuscì ad allestire un piccolo ma efficiente laboratorio di istologia. Proprio in quei modesti locali egli mise a punto quella tecnica particolare delle colorazioni delle cellule nervose che sarà poi indicata come “reazione nera” o “reazione Golgi”. Pochi anni dopo, già nel 1876, ottenne la cattedra di Istologia all’Università di Pavia; si dimise quindi dall’incarico presso la Pia Casa, dedicandosi a tempo pieno allo studio e alla ricerca.

ambito cronologico
seconda metà del XIX secolo

tipologia delle fonti
-   Lettere
-   Inventari
-   Regolamenti sanitari

esempi di attività di laboratorio
-   visita guidata all’archivio storico dell’ASP “Golgi-Redaelli”, con particolare attenzione ai dossier dei personaggi proposti
-   analisi guidata della documentazione con la compilazione di una scheda appositamente elaborata e fornita dagli operatori
-   proposte di lettura critica per eventuali approfondimenti di ricerca delle informazioni deducibili dalle diverse tipologie di fonti
-   avvio alla ricostruzione storica degli aspetti salienti del personaggio di cui si sono esaminati i documenti
 

abilità e competenze acquisibili
-   un metodo di approccio analitico alle fonti come base dell’interpretazione critica del documento
-   avvio alla costruzione di scenari storici generali a partire dall’esame di situazioni particolari
-   analisi e confronto di diverse tipologie di documenti per ricostruire le vicende storiche
 

temi di approfondimento culturale e didattico
-   cosa è un archivio, a cosa serve e come può essere utilizzato
-   lettura delle fonti finalizzata alla ricostruzione storica del personaggio preso ad esempio
-   storia della scienza
-   storia economico-sociale dell’età moderna
-   la cultura scientifica
 

consigliato per
Tutte le classi di scuola primaria e di scuola secondaria di primo e di secondo grado.
 

referenti del percorso
Daniela Bellettati, Paola Bianchi
 

referente per la programmazione curricolare
a cura di IRIS
 

 

 

 

 

Anno scolastico: 

 

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