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Raccontare con simboli, colori e toponimi: il linguaggio delle mappe per leggere il territorio

 

argomento

La gestione dei numerosi poderi sparsi nel territorio, amministrati dai Luoghi pii elemosinieri, ha prodotto nel corso dei secoli una documentazione particolarmente ricca, preziosa soprattutto per far luce, oltre che sulle strategie immobiliari degli antichi enti assistenziali, anche sulle consuetudini agricole, sulle scelte legate alle colture praticate, sulle modalità di sfruttamento della fitta rete irrigua e, in definitiva, sull'organizzazione stessa del paesaggio agrario del passato.

Cercando tra le carte amministrative dei fondi Poderi e Acque dell'Archivio non è raro imbattersi nei materiali iconografici di diversa tipologia - disegni, mappe, cabrei, rilievi tecnici -  che illustrano in modo efficace e diretto la lettura di queste fonti.

Si tratta di una documentazione interessantissima e di grande impatto visivo ed estetico, analizzabile da diversi punti vista, sia come rappresentazione mirata del territorio, o di alcuni suoi aspetti, sia come espressione di un linguaggio simbolico, di immediata lettura, da ricondurre comunque sempre al contesto d'origine e alle motivazioni sottese.  
 


Attilio Arrigoni, Mappa dei beni di Nesporedo appartenenti al Luogo Pio della Misericordia, 1683, ALPE, Cabrei, 5



Attilio Arrigoni, Cabreo dei beni appartenenti al Luogo Pio della Misericordia nella "provincia di Nesporito", 1683, ALPE, Cabrei, 5


Strumento conoscitivo e di controllo del territorio al pari della cartografia a scala minore,  questi disegni, realizzati per lo più da ingegneri e geometri di provata perizia tecnica e basati su rilievi diretti sul campo, riguardano sia la rappresentazione di interi poderi, che parti più limitate di territorio in relazione ai loro diversi utilizzi.
Tra gli esempi presi in esame figurano: mappe per documentare le ragioni di una controversia tra confinanti o per restituire il quadro dell'utenza irrigua in una determinata porzione di terra, cartografie per far valere il calcolo di tributi e decime,  rilievi precisi per orientare interventi di manutenzione o riparazioni di danni di varia natura, fino a cabrei curatissimi, dettagliati e ridondanti di elementi decorativi, commissionati per celebrare il prestigio della proprietà.


Attilio Arrigoni, Vigna detta la Bettola di Mettone, 1687, ALPE, Cabrei, 9


Ma come decifrare il linguaggio dei simboli e dei toponimi che descrivono il territorio? Come orientarsi in una cartografia antica?  E poi, che differenza c'è tra una planimetria e una topografia?  tra un disegno tecnico e una rappresentazione artistica?  Perché è importante la legenda di una carta? Quali contenuti e quanti altri aspetti ci possono raccontare di volta in volta queste mappe?

Il percorso didattico intende guidare gli allievi nella lettura critica di questa eterogenea documentazione iconografica, sia inquadrandola nel contesto di provenienza, sia evidenziando gli elementi da esaminare per una corretta comprensione.


Mappa dei beni delle possessioni di Badile e Cassina Decima, dal cabreo realizzato da Agostino Regalia per il Luogo Pio della Misericordia, 15 febbraio 1682, ALPE, Cabrei, 2

 

ambito cronologico
dal XVIII al XX secolo


tipologia delle fonti di ricerca
-   documenti iconografici di tipologia varia provenienti dai fondi archivistici prodotti dagli uffici dei Luoghi pii elemosinieri di Milano incaricati di amministrare i beni fondiari (mappe, cabrei, rilievi, disegni tecnici)
-   relazioni descrittive sia sullo stato dei fondi agricoli e delle colture, sia relative agli interventi di manutenzione delle rete irrigua e dei beni architettonici rurali
-   documentazione fotografica
Si suggerisce inoltre il confronto con documentazione proveniente da altri archivi e prodotta da diversi enti, quali:
-   atti catastali;
-   cartografie di diversa datazione;
-   iconografie riguardanti il paesaggio;
-   foto aeree e fotografie aventi come soggetto il territorio;
-   modelli di legenda adottati per cartografie con finalità diverse.

Bibliografia
     

esempi di attività di laboratorio

  • come per gli altri laboratori, visita guidata preliminare all’Archivio storico dell’ASP “Golgi-Redaelli”, con particolare attenzione ai fondi archivistici ritenuti d’interesse per il percorso tematico proposto
  • esercizi di lettura di alcuni esempi di disegni o cartografie
  • compilazione di schede analitiche utili alla comprensione e alla contestualizzazione dei documenti presi in esame
  • individuazione dei temi d’interesse suscitati dall’analisi delle carte, utili quali chiavi di lettura dell'assetto del territorio (passato e attuale)
  • elaborazione di disegni e di rappresentazioni grafiche basate sulla lettura dei testi proposti
  • raccolta e comparazione di documentazione fotografica e cartografica di diversa datazione

     

abilità e competenze acquisibili

  • apprendimento di strumenti per la lettura di fonti iconografiche  relative al territorio
  • rappresentazione di un contesto territoriale diverso e confrontabile con l’attuale attraverso la comprensione della documentazione analizzata
  • capacità di individuazione, alla luce delle fonti storiche e geografiche prese in esame, delle tracce ancora riconoscibili e dei fattori di trasformazione che hanno contribuito all’attuale assetto del territorio
  • conoscenza delle consuetudini che regolavano in passato la vita dei contadini della pianura milanese
  • approccio alla toponomastica e al vocabolario linguistico in uso in ambito agricolo, utilizzato per la descrizione di colture ed essenze


temi di approfondimento culturale e didattico

  • studio della storia del territorio e delle  trasformazioni del paesaggio
  • analisi delle modalità e delle finalità di rappresentazione iconografica del territorio
  • possibilità di confronto retrospettivo tra l’assetto attuale di una porzione di territorio (visitabile) e le varie rappresentazioni che emergono dalla lettura di documenti di epoche diverse
  • analisi delle variazioni linguistiche verificatesi nel corso del tempo attraverso la lettura dei documenti contenenti vocaboli in disuso o legati al mondo rurale



consigliato per
L’approccio multidisciplinare  e la ricchezza tematica offerta dall’analisi della documentazione sul territorio consentono di adattare gli approfondimenti ai diversi livelli scolastici, calibrando le attività in base alle esigenze degli allievi. 
Dato il carattere metodologico il percorso è particolarmente adatto per le classi di scuola primaria e secondaria di I grado.


referente per questo percorso tematico
Roberta Madoi  (ASP Golgi-Redaelli)

referenti per la progettazione didattica
a cura di IRIS









 

Anno scolastico: 

 

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