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La memoria del territorio attraverso la documentazione d’archivio

Attraverso la lettura critica delle numerose testimonianze storiche relative al territorio è possibile imparare ad osservare lo spazio in prospettiva, e a riconoscere l’insieme dei segni dovuti all’interazione dell’uomo con l’ambiente, cogliendo i fattori determinanti per le trasformazioni del paesaggio e gli elementi fondamentali che hanno contribuito a formare l’identità culturale dei luoghi.
Numerosi sono i temi di approfondimento suggeriti dalla ricchissima documentazione e dai preziosi materiali iconografici conservati presso l’Archivio dell’ASP Golgi-Redaelli, quale erede secolare dei Luoghi pii elemosinieri di Milano.
La solidità e la ricchezza di questi antichi enti assistenziali si fondarono infatti sulle rendite di ingenti patrimoni immobiliari - ampliati progressivamente nel corso del tempo tramite continue acquisizioni e grazie alle donazioni di una folta schiera di benefattori. Oltre a palazzi signorili, edifici e case in città, i beni comprendevano numerosi poderi distribuiti nel territorio e costituiti da ampi appezzamenti di terreni, cascine, mulini, ville padronali di campagna, oratori campestri.   


La facciata della casa padronale della Cascina Cantalupo

E proprio dalla documentazione prodotta dagli uffici che amministrarono nel corso del tempo i beni fondiari di questi enti - con la cura e l’attenzione che si riserva alle aziende agricole familiari - viene attinto il materiale proposto per i laboratori con le classi.
Oltre a ripercorrere le vicende dei diversi poderi dell’Ente, sparsi per lo più nel territorio della bassa pianura milanese, la lettura di queste fonti consente dunque di comprendere le trasformazioni subite dal contesto urbano e dal paesaggio rurale nel corso del tempo, mettendo in luce le strategie che orientarono la gestione agricola ed economica del territorio fino ai giorni nostri.
Quest'anno (2019-2020) il laboratorio dedicato alla memoria del territorio propone due diversi percorsi tematici:  

Per interessi specifici riguardanti la storia del paesaggio rurale o le trasformazioni della fascia urbana periferica, si può eventualmente concordare anche la scelta di percorsi tematici già collaudati negli anni precedenti:

 

Acque per i campi e acque per i panni. Tracce dell'antico mestiere dei lavandai tra Porta Venezia e Lambrate

Il percorso prende spunto dalle trasformazioni - paesaggistiche, urbane e sociali - che negli ultimi secoli hanno ridisegnato il territorio milanese situato un tempo oltre le mura spagnole, nella fascia di cerniera tra città e campagna corrispondente fino al 1873 ai Corpi Santi di Milano, concentrando in particolare l'attenzione sulla zona Nord-Est.
Le carte d'archivio qui selezionate riguardano le vicende del podere detto delle Cascine Doppie, situato nei Corpi Santi di Porta Orientale (oggi Porta Venezia), compreso grosso tra Loreto e Lambrate.

Raccontare con simboli, colori e toponimi: il linguaggio delle mappe per leggere il territorio

La gestione dei numerosi poderi sparsi nel territorio, amministrati dai Luoghi pii elemosinieri, ha prodotto nel corso dei secoli una documentazione particolarmente ricca, preziosa soprattutto per far luce, oltre che sulle strategie immobiliari degli antichi enti assistenziali, anche sulle consuetudini agricole, sulle scelte legate alle colture praticate, sulle modalità di sfruttamento della fitta rete irrigua, e in definitiva sull'organizzazione stessa del paesaggio agrario del passato.

Storie di cascina. Il podere Cantalupo e l'evoluzione del paesaggio agrario nelle carte d'archivio

Il caso del podere Cantalupo, tuttora di proprietà dell’ASP Golgi-Redaelli, offre lo spunto per mettere a fuoco alcuni aspetti del mondo rurale e del paesaggio agrario della bassa pianura milanese, seguendone lo sviluppo fino ai giorni nostri.
La documentazione conservata interessa un periodo piuttosto ampio, dal XVII secolo in poi: il confronto tra i diversi modi di coltivare i terreni agricoli, consente di riflettere sulle differenti modalità di sfruttamento del territorio e sugli effetti di queste strategie sull’assetto e sulla percezione del paesaggio.

 

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