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Storie di cascina. Il podere Cantalupo e l'evoluzione del paesaggio agrario nelle carte d'archivio

Il caso del podere Cantalupo, tuttora di proprietà dell’ASP Golgi-Redaelli, offre lo spunto per mettere a fuoco alcuni aspetti del mondo rurale e del paesaggio agrario della bassa pianura milanese, seguendone lo sviluppo fino ai giorni nostri.
La documentazione conservata interessa un periodo piuttosto ampio, dal XVII secolo in poi:  il confronto tra i diversi modi di coltivare i terreni agricoli, consente di riflettere sulle differenti modalità di sfruttamento del territorio e sugli effetti di queste strategie sull’assetto e sulla percezione del paesaggio.

Mappa delle rogge irrigue dei poderi del Consorzio della Misericoria del 1619, con le proprietà di Videserto, Cantalupo e Zunico..

 

argomento

Appartenuto in origine alle famiglie Olocati, e poi Brocco e Vismara, il podere Cantalupo situato nel territorio del Comune di San Giuliano Milanese, fu acquistato dall’Amministrazione dei Luoghi pii elemosinieri nel 1831. Come un tempo, il podere consiste in un’azienda agricola dotata di edifici rustici e di una casa padronale settecentesca, comprendente persino una piccola chiesa, l’oratorio di San Lorenzo, in cui, alla metà del Settecento, lavorò il pittore Giovan Battista Sassi, caposcuola del rococò lombardo.


Planimetria della Cascina Cantalupo nel 1830.
 

Proprio quest’ultimo ambiente, insieme all’annesso appartamento del cappellano, negli ultimi anni è stato al centro di un impegnativo programma di restauro, che ne ha riportato alla luce l’originario splendore.
 


Foto della Cascina Cantalupo del 1950.
 

Tra i molteplici spunti d’indagine emergenti, se ne possono evidenziare tre in particolare: 

  • L’oratorio e il suo cappellano. Dal momento in cui il podere entra a far parte del patrimonio dell’Ente, l’oratorio e la figura del suo cappellano assumono un nuovo ruolo, strettamente connesso con la quotidianità e le esigenze della popolazione rurale residente nelle case dell’azienda agricola, condotta da un fittabile. E’ in particolare don Pietro Belossi (cappellano per circa 40 anni) a esplicitare, anche per iscritto, le sue funzioni: sacerdote, ma anche educatore e figura di riferimento per i contadini di Cantalupo. A lui si devono anche le opere di rinnovamento e abbellimento dell’oratorio di San Lorenzo intraprese nel secondo Ottocento. I documenti e i dati conservati presso l’archivio della chiesa parrocchiale di Civesio inerenti a Cantalupo permettono di ricostruire le vicende dei contadini e, più in generale, la storia di una comunità nel secondo Ottocento.


    Lettera del cappellano di Cantalupo don Pietro Belossi all’Economo dell’amministrazione dei Luoghi pii del 12 febbraio 1891.



 

  • Giovan Battista Sassi (1679-1762) a Cantalupo. L’autore della pala e dei quattro medaglioni ad affresco con santi che decorano l’interno dell’oratorio è uno dei protagonisti della pittura lombarda del Settecento. Attraverso l’utilizzo delle più recenti fonti bibliografiche è possibile ricostruire una mappatura della sua presenza a Milano e sul territorio lombardo e di confrontare affinità e differenze iconografiche tra la pala di Cantalupo e altri dipinti.


    Giovanni Battista Sassi (1679-1762), La Madonna col Bambino adorata dai santi Lorenzo e Carlo (olio su tela).
     
  • Lo sfruttamento razionale delle acque irrigue. Le carte d’archivio consentono di far luce sugli interventi di manutenzione continua della fitta rete di rogge, fontanili, cavi di condotta e manufatti idraulici per l’irrigazione dei terreni agricoli, così come sugli investimenti finalizzati agli interventi di bonifica o di miglioramento della coltivazione dei fondi, spesso innovativi e all’avanguardia. Nel caso di Cantalupo, di particolare interesse è la preziosa documentazione tardo settecentesca relativa all’intervento di Barnaba Oriani, scienziato e astronomo di Brera, incaricato dai Vismara, all’epoca proprietario del podere, di compiere rilevamenti e valutazioni mirate sulle acque irrigue per ottimizzare la gestione agricola dei terreni. 


    Relazione tecnica e stima dell'astronomo Barnaba Oriani per lo sfruttamento delle acque irrigue dei poderi di Videserto con Cantalupo del 1787.
     

ambito cronologico
dal XVIII al XX secolo

tipologia delle fonti

  • documenti di tipologia varia provenienti dai fondi archivistici prodotti dagli uffici dei Luoghi pii elemosinieri di Milano incaricati di amministrare i beni fondiari, talvolta corredati da mappe e rilievi grafici di notevole interesse; in particolare:
    - contratti d’affitto, atti relativi allo “stato di consegna” e di “riconsegna”,
    - documentazione degli interventi di manutenzione dei beni architettonici e delle rete irrigua,
    - relazioni descrittive sullo stato dei fondi agricoli e delle colture,
    - epistolario intercorso tra il cappellano e l’amministrazione dell’Ente,
    - documentazione fotografica
    - e censimenti dei beni;
  • documenti appartenenti ad altri archivi:
    - stati d’anime e registri parrocchiali;
    - atti catastali;
    - cartografie di diversa datazione;
    - foto aeree;
    - testimonianze storico-architettoniche o d’interesse paesaggistico (visitabili) di proprietà dell’Ente, quali gli antichi  edifici rurali con gli eventuali annessi oratori, i manufatti idraulici, i campi agricoli con le colture tradizionali;
    - fonti orali (ad esempio: possibili interviste all’affittuario del podere)
  • bibliografia.
     

esempi di attività di laboratorio

  • come per gli altri laboratori, visita guidata all’Archivio storico dell’ASP Golgi-Redaelli, con particolare attenzione ai fondi archivistici ritenuti d’interesse per il percorso tematico proposto
  • lettura dei documenti e degli eventuali disegni o cartografie allegati
  • compilazione di schede analitiche utili alla comprensione e alla contestualizzazione dei documenti in esame
  • individuazione dei temi d’interesse suscitati dall’analisi delle carte, utili quali chiavi di lettura dell’attuale assetto del territorio
  • elaborazione di disegni e di rappresentazioni grafiche basate sulla lettura dei testi proposti
  • raccolta e comparazione di documentazione fotografica e cartografica di diversa datazione
  • visite guidate ai luoghi menzionati nella documentazione archivistica

 


Modello della Cascina Cantalupo realizzato dagli allievi di una classe della Scuola secondaria di I grado di Ardenno (Sondrio), in base alle descrizioni tratte dai documenti ottocenteschi (anno scolastico 2007-08). di L'Officina dello storico


abilità e competenze acquisibili

  • capacità di lettura di fonti diverse riconducibili ad una medesima porzione di territorio
  • individuazione dei fattori di trasformazione che hanno contribuito alla formazione dell’attuale stato del territorio
  • individuazione delle tracce storiche ancora riconoscibili nella configurazione del paesaggio rurale odierno
  • conoscenza delle consuetudini e dei patti contrattuali che regolavano la vita dei contadini della pianura milanese
  • rappresentazione di un contesto territoriale diverso e confrontabile con l’attuale attraverso la comprensione della documentazione analizzata
  • approccio al vocabolario linguistico in uso in ambito agricolo, utilizzato per la descrizione di colture ed essenze
     


Modello della Cascina Cantalupo realizzato dagli allievi di una classe della Scuola secondaria di I grado di Ardenno (Sondrio), in base alle descrizioni tratte dai documenti ottocenteschi (anno scolastico 2007-08). di L'Officina dello storico.
 


temi di approfondimento culturale e didattico

  • studio della storia del territorio e individuazione delle trasformazioni del paesaggio
  • studio delle consuetudini che scandivano la vita rurale del passato
  • analisi delle modalità e delle finalità di rappresentazione iconografica del territorio
  • possibilità di confronto retrospettivo tra l’assetto attuale della cascina e dell’oratorio (visitabili) e le diverse rappresentazioni che emergono dalla lettura di documenti di epoche diverse
  • analisi delle variazioni linguistiche verificatesi nel corso del tempo attraverso la lettura dei documenti contenenti vocaboli in disuso o legati al mondo rurale
  • rivisitazione del percorso artistico di un importante pittore lombardo del Settecento e approccio con il linguaggio dell’iconografia
     

consigliato per
Tutte le classi di scuola primaria, secondaria di I e di II grado; l’approccio multidisciplinare  e la ricchezza tematica offerta dall’analisi del territorio consentono di adattare gli approfondimenti ai diversi livelli scolastici, calibrando le attività in base alle esigenze degli allievi.

referente per questo percorso tematico
Roberta Madoi  (ASP Golgi-Redaelli)

referenti per la progettazione didattica
a cura di IRIS

 


 

Anno scolastico: 

 

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