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La Casa degli Emigranti. Un modello di assistenza per i viandanti della disperazione

argomento

Il 22 dicembre 1907, alle spalle della vecchia Stazione Centrale di Milano, insieme al Comune di Milano, la Società Umanitaria inaugurava la Casa degli Emigranti, innovativo padiglione di assistenza alle migliaia di lavoratori che periodicamente lasciavano l'Italia per intraprendere quei ''viaggi della speranza", di cui è ricca la letteratura dell'emigrazione: destinazione il Nord Europa e i Paesi oltreoceano.
La documentazione copre l'intero arco di attività della Casa degli Emigranti, gestita per un intero ventennio con un impegno poderoso: solo nei primi otto anni di vita furono oltre 500.000 i passaggi registrati. "Considerate che tale Asilo, oltreché di prestare assistenza immediata agli emigranti, consentirà di fornire loro quelle indicazioni sul mercato del lavoro estero, che potranno difenderli contro le dolorose frequenti jatture della emigrazione non disciplinata", si legge in uno dei documenti d'archivio.
      

L'ingresso alla Casa degli Emigranti (s.d.; attrib. primi decenni XX secolo).  Prospetto relativo ai passaggi mensili degli anni 1909 e 1910.

 

In particolare viene ricostruita la figura di Lino Burlini, il responsabile di tale padiglione, ripercorrendo le vicende di una struttura che acquisì presto una rilevanza internazionale, specialmente durante la Grande Guerra e negli anni seguenti, quando l'assistenza si moltiplicò a dismisura, divenendo anche soccorso a profughi di guerra, piccoli profughi e rimpatriati.
 

  Frontespizio del Supplemento de L'Umanitaria per i profughi dell'8 agosto 1918.

 
ambito cronologico

La documentazione copre un arco di tempo dalla fine dell'800 all'avvento del fascismo, quando si decise la chiusura della Casa degli emigranti. Tale fascia temporale permette di contestualizzare tale padiglione all'interno dell'azione dell'Ufficio dell'Emigrazione dell'Umanitaria, soffermandosi sia su analoghe strutture realizzate dall'Ente in altre città italiane, sia sull'azione intrapresa in tempo di guerra, quando l'Umanitaria venne coinvolta dall'Ufficio III del Comitato centrale di assistenza del Comune di Milano.

Domenico Ghidoni, Emigranti, 1891, (bronzo, fusione 1921).


tipologia delle fonti di ricerca
Ricca e multiforme la tipologia delle fonti:

  • carte d'archivio, verbali, insieme a corrispondenze e relazioni annuali redatte da Lino Burlini,
  • statistiche,
  • pubblicazioni storiche inerenti all'emigrazione,
  • fotografie.


temi di approfondimento culturale e didattico

Durante il progetto è ipotizzabile l'intervento di Cristina Maurelli, bis nipote di Lino Burlini, per raccontare la sua esperienza di ricercatrice.

referenti

Claudio A. Colombo (Archivio Storico Umanitaria)
Paola Signorino (Università Bicocca)

 

Anno scolastico: 

 

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