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Le peripezie del brigante Gasparone (1793-1882)

argomento
Si era nei primi decenni del XIX secolo allorché il giovane pastore Antonio Gasparoni, originario del piccolo borgo di Sonnino in Ciociarìa, assurse agli onori della cronaca diventando il brigante più celebre dello Stato della Chiesa, noto appunto come “il brigante Gasparone”. Delle sue discutibili gesta ebbero a scrivere con profitto scrittori di grande vaglia, a lui contemporanei, quali Stendhal e Dumas, che contribuirono in maniera determinante a formarne ed alimentarne la leggenda.

L’eco della fama del brigante Gasparone non si era, infatti, ancora spenta nell’anno 1871 quando, ormai anziano, fu rilasciato dalle carceri pontificie dopo oltre quarantacinque anni di prigionia, senza avere mai subito un regolare processo. Proprio a causa della sua notorietà, ritenuta ancora una potenziale fonte di disordini sociali, le autorità decisero cautelativamente di “esiliarlo” nella Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso, amministrata dalla Congregazione di Carità di Milano, insieme a un altro superstite della sua banda, Pietro Cipolla. Giunto ad Abbiategrasso in soggiorno forzato all’età di 78 anni, Antonio Gasparoni vi rimase per un decennio fino alla morte avvenuta alla bella età di 88 anni, non senza aver tentato ripetutamente, con suppliche e petizioni, il ritorno nell’Italia meridionale.

Istanza trasferimento presentata da Gasparone, 5 settembre 1876, V, ALPE, Archivio della Pia casa degli incurabili di Abbiategrasso, b. 222

 

Gli stretti rapporti intercorsi tra Camillo Golgi, allora medico nella Pia casa di Abbiategrasso, e Cesare Lombroso favorirono l’acquisizione da parte di quest’ultimo del cranio di Gasparone, che fu infine degnamente collocato nel suo celebre museo torinese. Nell’Italia centromeridionale il banditismo o brigantaggio fu un fenomeno molto complesso, caratterizzato dall’interazione di fermenti sociali, religiosi e politici; storici e studiosi concordano, infatti, riguardo alla varietà di motivazioni che ne permisero la diffusione e ne determinarono la recrudescenza dopo l’Unità d’Italia, con il pretesto del lealismo verso i sovrani spodestati. Traendo spunto da questo leggendario personaggio e ricostruendone la vita attraverso la lettura dei documenti conservati presso l’Archivio storico dell’ASP Golgi Redaelli, che verranno forniti raccolti in un dossier, gli studenti potranno facilmente procedere dalla micro alla macrostoria, approfondendo diverse tematiche curricolari relative al periodo storico incentrato sull’Unità d’Italia.

ambito cronologico
Seconda metà del XIX secolo


tipologia delle fonti
-  Fascicolo personale di Gasparone prodotto nel corso di 10 anni dall’Amministrazione della Pia Casa di Abbiategrasso
-  Comunicazioni del Ministero dell’Interno, della Prefettura di Milano e della Questura di Milano
-  Pubblicazioni biografiche sulla vita di Gasparone e sugli ultimi anni della sua vita ad Abbiategrasso



esempi di attività di laboratorio
-   visita guidata all’archivio storico dell’ASP “Golgi-Redaelli”, con particolare attenzione ai dossier dei personaggi proposti
-   analisi guidata della documentazione con la compilazione di una scheda appositamente elaborata e fornita dagli operatori
-   proposte di lettura critica per eventuali approfondimenti di ricerca delle informazioni deducibili dalle diverse tipologie di fonti
-   avvio alla ricostruzione storica degli aspetti salienti del personaggio di cui si sono esaminati i documenti


abilità e competenze acquisibili
-   un metodo di approccio analitico alle fonti come base dell’interpretazione critica del documento e della ricostruzione storica
-   avvio alla ricostruzione di scenari storici generali a partire dall’esame di situazioni particolari
-   analisi e confronto di diverse tipologie di documenti per ricostruire le vicende storiche

temi di approfondimento culturale e didattico
-   cosa è un archivio, a cosa serve e come può essere utilizzato
-   lettura delle fonti finalizzata alla ricostruzione storica del personaggio preso ad esempio
-   storia sociale, economica e politica dell’ultima età moderna
-   storia della scienza
-   storia del costume
-   storia dell’assistenza nell’Ottocento


consigliato per
Tutte le classi di scuola secondaria di primo e di secondo grado
 

referenti del percorso
Daniela Bellettati, Paola Bianchi
 

referenti per la programmazione curricolare
a cura di IRIS



 

Anno scolastico: 

 

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