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La nobildonna Flaminia De Vecchi Carrara Beroa (1792-1843) generosa benefattrice

Qui si parla di generosità. Siamo nel cuore dell’attività della MIA. Quella per cui era stata fondata nel 1265: aiutare gli altri. E di cuore doveva averne tanto Flaminia sia quando era in vita -caratterizzata da un’ avveduta prodigalità verso i bisognosi- sia dopo la morte quando, in forma di legati, sostiene enti di beneficenza e privati cittadini. Non facile discorso oggi quello sulla carità ma certamente di grande attualità tra il senso di fastidio e le richieste pressanti di una nuova povertà. 

 

La vita

Si è nell’ambito della biografia: in una vicenda si ricostruisce fondamentalmente la trama. Fatta di avvenimenti, quelli che succedono ai personaggi. Nella biografia la messa a fuoco è interamente sul protagonista : la sua personalità, il suo carattere, i suoi gusti, ma soprattutto i desideri e i progetti e quanto di fatto realizzato. Nata fortunata Flaminia da una ricchissima famiglia di antica nobiltà e sposata all’uomo che ama di una famiglia, i Carrara Beroa, altrettanto ricca e nobile. Eppure sfortunata: la prima ferita indelebile: la perdita dei genitori da piccola e poi la seconda straziante: la perdita dell’unica figlia tanto attesa e quasi più sperata. L’albero di due famiglie secolari si è esaurito. Nondimeno, come trapela dal suo lucido testamento, il dolore non le impedisce di scorgere le necessità degli altri e per ognuno ha un pensiero : parenti, amici, domestici e dipendenti delle sue proprietà e poi diversi enti assistenziali della città di Bergamo che la omaggia alla sua morte con una cerimonia funebre che metteva in movimento tutta la popolazione.

 

Fonti usate

Questo percorso consente l’utilizzo di fonti diverse i cui perni, ai fini della ricostruzione biografica, sono fondamentalmente due : una copia del testamento della contessa Flaminia, una decina di pagine che lasciano trapelare la generosità del suo animo e il raffinato ritratto della benefattrice, opera del pittore bergamasco Giuseppe Rillosi e conservato presso la Casa di Riposo Santa Maria Ausiliatrice di Bergamo. Notizie della sua vita si possono ricavare da particolareggiati necrologi pubblicati su giornali dell’epoca e dall’elogio funebre pronunciato dal sacerdote Guglielmo Filippini e successivamente dato alle stampe. A raccontare la famiglia ci sono gli stemmi, gli alberi genealogici, le residenze e la tomba. A lato corre la vicenda di Pietro Pesenti, zio di Flaminia, romantico rivoluzionario filo napoleonico morto pazzo e di un lascito che due enti si contendono a suon di lettere e di un definitivo decreto regio di Vittorio Emanuele II. Oltre all’archivio della MIA ci si è avvalsi anche di documenti provenienti dalla Biblioteca civica A. Mai.

 

Possibilità di approfondimento

  • la ricostruzione della vita e della personalità della contessa Flaminia utilizzando tipologia testuali diverse (di sicuro effetto quelle in prima persona : diario, epistolario)
  • lo studio del ritratto come genere pittorico è un altro modo di “raccontare” il personaggio che investe direttamente l’ambito artistico ne fissa i canoni, le posture, le caratterizzazioni sociali e personali
  • i documenti consentono un approccio all’assistenza e alla beneficenza a Bergamo, argomento che se approfondito oltre a far conoscere le caratteristiche della nostra città potrebbe essere proposto per  un confronto con la realtà attuale dell’assistenza pubblica, del volontariato e della carità individuale.

 

Abilità e competenze

  • capacità di lettura di fonti diverse riconducibili ad una medesimo personaggio
  • conoscenza della vita di famiglie nobili, delle loro ricchezze e del loro ruolo sociale
  • conoscenza del ruolo della beneficenza e individuazione di categorie sociali dipendenti da essa
  • la mentalità dell’epoca rispetto al ruolo femminile

 

Consigliato per

Tutte le classi di scuola primaria, secondaria di I e di II grado; l’argomento e il personaggio aprono spazi a discipline umanistiche e artistiche che possono essere indagati calibrando le attività in base alle esigenze degli allievi. In particolare per gli studenti della scuola primaria anche delle primissime classi diversi gli spunti documentari per lavorare sulla propria storia personale e le relazioni parentali (gli alberi genealogici della propria di famiglia).

 

Referenti del percorso

Fiorenza Cerati, Cesare Fenili

Referente per la progettazione curricolare

L’équipe de L’Officina dello storico di Bergamo

Anno scolastico: 
Area tematica: 

 

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