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Pillole di toponomastica


Conosci il significato e l'origine del nome del tuo paese
Una breve ma necessaria introduzione


Mappa delle rogge irrigue dei poderi del Consorzio della Misericoria del 1619: particolare. di L'Officina dello storico, su Flickr


Pensando di fornire un servizio utile e gradito a insegnanti e allievi che partecipano al Laboratorio L’Officina dello storico  e, più in generale, ai frequentatori di queste pagine web, si proporrà  periodicamente  un toponimo, ovvero il nome di una località del Milanese, svelandone l’antico significato e la sua formazione secondo il preciso metodo scientifico utilizzato dai linguisti e dagli storici.

Con il titolo di Pillole di toponomastica, questa rubrica settimanale si propone, tra le altre cose, di sgombrare il campo da leggende e fantasiose interpretazioni circa l’origine dei luoghi e dei loro nomi.

Ci si chiederà a cosa possa servire la toponomastica, quella branca della linguistica deputata allo studio e all’interpretazione dei nomi di luogo in grado di rintracciare e delineare la storia di una località.


Alla legittima domanda si risponderà con le parole di un noto e importante studioso, il medievista Aldo A. Settia, che di tale scienza ha sempre fatto buon uso: «Se la storia, per definizione, è la memoria scritta delle vicende che hanno interessato un determinato spazio territoriale, essa appare assai spesso spezzata da intervalli di “silenzio” cui si può ovviare soltanto con il ricorso a fonti proprie della preistoria, come i ritrovamenti archeologici e l’interpretazione dei nomi di luogo. I dati forniti dall’archeologia e dalla toponomastica sono quindi sommamente preziosi per lo storico  [....].  I vantaggi che la ricostruzione storica può trarre da un accorto ricorso all’archeologia e alla toponomastica sono evidenti soprattutto nel campo della storia dell’insediamento, del popolamento rurale, del paesaggio agrario, delle infrastrutture territoriali e della topografia».

La toponomastica, avverte Settia, va però maneggiata con grande cautela perché l’uso affrettato dei dati toponimici e una loro errata o superficiale interpretazione possono compromettere la ricostruzione dei connotati territoriali, inducendo a dare per certi dei fenomeni in realtà mai avvenuti.

Il ricorso all’analisi simultanea del dato archeologico, di quello linguistico-toponomastico, della cartografia antica e delle più antiche fonti scritte pervenute pone generalmente lo studioso in condizioni di evitare l’errore o quantomeno di avvicinarsi il più possibile alla vera origine del nome di luogo e della sua realtà storica; ciò che ci si propone di fare in questa sede.


Consulta l'elenco dei toponimi presi in esame e la bibliografia essenziale di riferimento.







 


 

 

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