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Percorsi

Cecilia Maria Di Bona, Lezioni di approfondimento riguardanti il percorso tematico "Acque per i panni e acque per i panni. Tracce dell'antico mestiere dei lavandai tra Porta Venezia e Lambrate"

Pubblichiamo qui il contributo della professoressa Cecilia Maria Di Bona, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Scientifico Statale "Francesco Severi" di Milano, elaborato nell'ambito del laboratorio L'Officina dello storico quale approfondimento del percorso tematico Acque per i panni e acque per i panni. Tracce dell'antico mestiere dei lavandai tra Porta Venezia e Lambrate,  per la preparazione degli allievi della sua classe 4 A, anno scolastico 2016-2017.

Zero in condotta!? catalogo della mostra, 2005-2006

Catalogo della mostra itinerante, organizzata a cura dell'ASP Golgi Redaelli negli anni 2005-2006, nell'ambito delle iniziative del progetto Milano sconosciuta ritrovata destinato alla valorizzazione della documentazione di alcuni fondi dell'Archivio storico relativi alla storia di diverse istituzioni assistenziali milanesi (nel periodo 1784-1978), e realizzato con i finanziamenti della Fondazione Cariplo e della Regione Lombardia.

Francesco Pecchio (+ 1733)

Francesco Pecchio, appartenente ad una facoltosa famiglia del patriziato milanese, nacque dal matrimonio tra Cesare e Barbara Villa. Con Francesco i Pecchio acquisirono il titolo nobiliare di conti (Cesareo reale privilegio dell'imperatore Carlo VI) il 20 aprile 1718. Francesco fu possessore di un ingente patrimonio immobiliare ereditato dalla famiglia, che si accrebbe alla morte dello zio paterno, che lo volle nominare suo erede. [...]

Marina Medi, Che ne fu dei Mille che fecero l’impresa? Storia dell’Italia dopo l’Unità attraverso i differenti destini di alcuni dei suoi protagonisti

Questo percorso si propone di studiare alcuni dei principali problemi che l’Italia dovette affrontare negli anni successivi alla sua unificazione a partire dalle vicende di alcuni garibaldini che parteciparono all’impresa dei Mille.
Gli uomini che riuscirono a conquistare il Regno delle Due Sicilie avevano condiviso i mesi di quell’avventura esaltante e fortunata, ma poi, negli anni seguenti, i loro percorsi di vita si differenziarono. Così le loro biografie, nella loro varietà, ci permettono di cogliere alcune delle problematiche dell’Italia unita, dato che alle vicende del tempo essi diedero contributi differenti, più o meno grandi, più o meno noti.
Uno degli obiettivi che questo percorso si propone, infatti, è quello di ricordare che la storia è fatta da uomini e donne concreti, con i loro bisogni, i loro ideali, i loro progetti, anche se alcuni di essi hanno potuto agire da protagonisti, altri solo da pedine o da vittime. [...]

La memoria del paesaggio agrario e le trasformazioni del territorio

Attraverso la lettura critica delle numerose testimonianze storiche relative al territorio è possibile imparare ad osservare lo spazio in prospettiva, e a riconoscere l’insieme dei segni dovuti all’interazione dell’uomo con l’ambiente, cogliendo i fattori determinanti per le trasformazioni del paesaggio e gli elementi fondamentali che hanno contribuito a formare l’identità culturale dei luoghi.
Numerosi sono i temi di approfondimento suggeriti dalla ricchissima documentazione e dai preziosi materiali iconografici conservati presso l’Archivio dell’ASP Golgi-Redaelli, quale erede secolare dei Luoghi pii elemosinieri di Milano.

Sergio Rebora, "L'oratorio di San Lorenzo a Cantalupo. Note artistiche"

Sulle vicende storiche dell'oratorio di San Lorenzo situato nel podere di Cantalupo si rimanda al contributo di Sergio Rebora, intitolato "L'oratorio di San Lorenzo a Cantalupo. Note artistiche", in AA.VV., Il Tesoro dei poveri. Il patrimonio artistico delle istituzioni pubbliche di assistenza e benficenza di Milano, a cura di Marco G. Bascapé, Paolo M. Galimberti, Sergio Rebora, Milano, Silvana editoriale, 2001, pag. 385.

Maria Cristina Brunati, "L'amministrazione del patrimonio immobiliare dei Luoghi pii elemosinieri nell'Ottocento"

Sull'amministrazione dei poderi appartenenti alle proprietà fondiarie dei Luoghi pii elemosinieri nel XIX secolo si rimanda al saggio di Maria Cristina Brunati, in AA.VV., Il Tesoro dei poveri. Il patrimonio artistico delle istituzioni pubbliche di assistenza e benficenza di Milano, a cura di Marco G. Bascapé, Paolo M. Galimberti, Sergio Rebora, Milano, Silvana editoriale, 2001, pp. 372-374.

Bibliografia tematica sulla storia del paesaggio agrario

L'elenco contiene una selezione di indicazioni bibliografiche per approfondire i temi legati alla storia del paesaggio e alle trasformazioni del territorio milanese.

Giovanni Battista Polli (1816 - 1887)

Giovanni Battista Polli, noto avvocato milanese, nominò erede di quasi tutto il suo patrimonio la Congregazione di Carità di Milano affinché lo amministrasse in favore del Ricovero di Mendicità (testamento del 22 dicembre 1886). In seguito a queste disposizioni pervennero all’Ente - che commissionò il ritratto commemorativo al pittore Giuseppe Bertini (1825 – 1898) - non solo le carte relative all’acquisizione della sostanza, ma anche gran parte della documentazione del suo studio di avvocato. Il Polli, laureato in giurisprudenza presso l’Università di Pavia, intraprese la professione legale presso lo studio di Francesco Restelli, un prestigioso avvocato conosciuto per il suo impegno politico antiaustriaco; Restelli, tra l’altro, svolse un ruolo rilevante nei moti di ribellione sfociati nelle Cinque Giornate di Milano (18-22 marzo 1848).

Rosa Susani Carpi (1804 - 1875)

Rosa Susani nacque a Mantova il 3 aprile 1804 da Giuseppe e Anna Rimini, entrambi di origine isreaelitica. Fu animatrice di uno dei più vivaci salotti dell'epoca presso la sue case di Milano in via Borgonuovo e in via Boschetti; si impegnò ugualmente nelle opere di beneficenza con munifiche donazioni in favore del Consorzio israelitico di Milano, della Pia casa di ricovero per gli israeliti di Mantova, della Scuola Agraria Carpi di Mantova, dell'attività generosa di Laura Solera Mantegazza e di privati bisognosi. Prima di morire redasse il proprio testamento (11 maggio 1871) nominando erede universale della sua sostanza i Luoghi pii elemosinieri amministrati dalla Congregazione di Carità di Milano, con il dichiarato "intendimento di giovare come meglio mi è possibile al mio paese al quale porto tanta affezione"

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